Geni o diversi? Riflessioni sull’autismo.

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2 Aprile. Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.

Genialità o difficoltà nel percepire correttamente la realtà? Menti eccelse o semplicemente prive di qualsiasi capacità?

Quando si parla di sindrome di Asperger e autismo si giunge quasi automaticamente a domande di questo tipo tra chi ne discute. Il 2 aprile si è tenuta, in tutto il mondo, la giornata sulla consapevolezza dell’autismo, in cui molti edifici storici vengono dipinti di blu per l’occasione. Ma questa giornata rappresenta principalmente un grande momento di confronto tra le autorità, gli esperti ed operatori nel settore e di chi ne soffre; da qui vi segue una presa di coscienza sulle condizioni attuali comparate con quelle del passato, fissando inoltre nuovi obiettivi atti al miglioramento della condizione delle famiglie e soprattutto degli autistici. Non sempre la giornata mondiale riesce a svolgere questi compiti, riducendo per lo più la manifestazione ad una mera illuminazione dei palazzi, ma a noi di Aria Nuova che evitiamo la critica NON costruttiva ci auguriamo che cose di questo tipo si verifichino di rado e senza soluzione di continuità.
Per procedere è opportuno definire le caratteristiche dell’una e dell’altra, con le dovute definizioni scientifiche: così facendo parleremo per iniziare con il delineamento della Sindrome da Autismo, già l’etimologia del termine di origine greca, significa stesso cioè sufficiente a se stesso. Introdotto inizialmente nel 1911 dal dott. Eugen Bleuler psichiatra svizzero con la quale annotava un comportamento presente nella schizofrenia che comportava un isolamento dei soggetti colpiti dalla sindrome, ma anche difficoltà e ritardo nell’apprendimento, quindi un’incapacità a relazionarsi in modo del tutto normale con le persone, presentando inoltre difficoltà nell’espressione dei propri sentimenti ma anche nel recepire quelli altrui. I suo effetti sono permanenti e senza possibilità di cura. L’unica via è quella della gestione del paziente affinché egli possa comunque vivere in maniera autonoma e dignitosa, anche se in molti casi questo risulta impossibile per via dei probabili peggioramenti pervenuti con l’avanzare dell’età; differente su molti aspetti ma pur sempre classificata all’interno dello spettro autistico (con la quale si intendono i vari sintomi dell’autismo che si manifestano in più livelli) è la sindrome di Asperger. Scoperta, più tardi rispetto alla prima, nel 1981 da Lorna Wing, psichiatra inglese che coniò il termine in un suo articolo su una rivista medica in onore del pediatra e psichiatra austriaco Hans Asperger primo ad avere evidenziato i tratti tipici della sindrome, di cui molto probabilmente anch’egli ne presentava alcuni. In questa circostanza chi soffre la patologia tende a chiudersi spesso in se stesso, mostrando anche poca reattività associata ad una forte silenziosità, inoltre hanno dei comportamenti alle volte fuori luogo proprio perchè non riescono a comprendere appieno le regole sociali e dunque non riescono ad applicarle come accade per i neurotipici.
Tuttavia si è presa coscienza dello spettro autistico solo verso la metà dell’ultimo secolo. Da allora infatti si sono effettuati studi e ricerche. Ma non solo sul piano scientifico qualcosa ha iniziato a muoversi, anche su quello giuridico sono state create leggi atte a supportare le famiglie e le persone che vivono ogni giorno con queste difficoltà. Infatti la legge del 2015 sull’autismo tende una mano sia al livello economico (esenzioni e finanziamenti) sia al livello assistenziale su più fronti. Ad oggi l’applicazione della legge non è stata del tutto eseguita sul territorio nazionale lasciando molte parte della penisola notevolmente disagiate sia per le famiglie che per le associazioni di merito.
Ma lo spettro dell’autismo molte volte non presenta solo ed esclusivamente delle circostanze poco lodevoli, infatti l’altra faccia della questione presenta dei bambini o ragazzi considerati a tutti gli effetti come dei veri e propri geni su qualsiasi campo dedichino la propria attenzione. Persino Hollywood ha più volte messo in luce il fenomeno in molti film da “Rain Man” a “The Accountant”. Nel primo, Tom Cruise è alle prese con la gestione di un’eredità, che finisce in mano, al fratello maggiore, Dustin Hoffman, affetto dalla sindrome del Savant. Nel secondo, Ben Affleck veste i panni di un efficientissimo contabile affetto dalla sindrome di Asperger, alle prese con le peggiori organizzazioni criminali. Il mondo della cinematografia cerca in questo modo di far conoscere al pubblico il notevole potenziale che si cela dietro queste persone realmente speciali. Anche nel mondo della musica l’argomento suscita grande interesse, Paul Kalkbrenner tra i più grandi disc-jokey della nostra contemporaneità ha creato dal nulla la <> tre pezzi seguiti da con rispettivi video in cui si mostra la vicenda di un giovane autistico che cerca di condividere la sua musica con i passanti.
Il mio personale desiderio e dell’intero gruppo di Aria nuova è quello di poter portare a conoscenza più lettori possibili, non solo della <> del 2 aprile, ma soprattutto di sensibilizzarvi maggiormente sulla tematica in modo da poter essere ancora più preparati nell’accoglienza azzerando gli ultimi residui di pregiudizio sia in ambito sociale che professionale.

Salvatore Francesco Sammarro
Aria Nuova – Riferimento Popolare